Social CEO: come i capi d’azienda si stanno trasformando in comunicatori e influencer

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L’intrecciarsi di reputazione aziendale e personal branding a livello apicale, che riguarda tanto l’ambito interno quanto quello esterno, è stata al centro di diversi libri e articoli. Abbiamo tentato di ricostruire l’attuale scenario, individuando nel Media Training un veicolo per essere un manager davvero capace di parlare alla sua comunità professionale.

Social CEO o CEO Influencer. Due facce della stessa medaglia che descrivono perfettamente l’attuale evoluzione dell’immagine ideale del capo d’azienda: non semplice amplificatore, ma testimone, promotore e portatore dei valori della stessa. È un tema forte che riguarda insieme reputazione aziendale e personal branding e che è stato affrontato recentemente da un articolo del Sole 24 Ore che cita tra le altre cose alcuni dati di Pubblico Delirio di Stefano Chiarazzo.

Il discorso è più che attuale che mai e i canali online non hanno fatto altro che favorire la trasformazione del CEO in comunicatore, fornendo nuovi luoghi dove poter interagire con le persone. Una transizione che impatta beneficamente sulla capacità di costruire un rapporto diretto con i media e la propria audience di riferimento anche perché non è mediata dall’azienda e per questo in grado di stimolare maggior coinvolgimento e fiducia. Come per qualsiasi tipologia di comunicazione non è però solo una questione di costanza e quantità, seppur gli algoritmi social tendano a privilegiare volumi corposi di posting, ma soprattutto di qualità e di talk leadership. Una visione profondamente mutata rispetto alla figura di testimonial di personaggi storici come Ennio Doris e Giovanni Rana, che pur simbolo dell’azienda si limitavano a partecipare agli spot, mantenendosi spesso ai margini del dibattito pubblico.

La migliore #strategia non è essere semplici amplificatori dei messaggi aziendali (se solo venisse capito!) ma testimoniare in maniera autentica, empatica il proprio impegno, ispirando e guidando le persone”, scrive su LinkedIn Riccardo Porta, che ha dedicato un post all’argomento evidenziando come anche a livello di comunicazione interna, un CEO possa fare la differenza.

Si tratta ancora una volta di promuovere i valori personali e societari, esporsi su determinate tematiche e aprire un dialogo costante per descrivere il proprio quotidiano. Autenticità, impegno, leadership: sono queste le parole chiave che Porta individua quali plus per la comunicazione di un CEO, non poi così differenti a quelle a cui anche i normali influencer o le imprese dovrebbero aspirare.

Una visione in sintonia con la descrizione del libro “#Social CEO”, scritto da Chiarazzo ed edito da Franco Angeli Editore: “Autorità e autorevolezza non derivano solo dal ruolo ma soprattutto dalla reputazione riconosciuta dalle community. I manager devono sentirsi parte attiva dell’ecosistema in cui operano e farsi guidare quotidianamente da un purpose che vada oltre il semplice profitto. ‘Fare la cosa giusta’ ed esporsi pubblicamente da brand advocate li rende internamente ed esternamente modelli di ispirazione e opinion leader”.

I CEO con maggiore visibilità su LinkedIn e l’importanza del Media Training

Il Sole 24 Ore ha stilato nei giorni scorsi la classifica che vedete nell’immagine e relativa alla fanbase dei CEO delle società più importanti su LinkedIn. In testa troviamo Stephan Winkelmann di Lamborghini (66k follower), davanti a Luca De Meo di Gruppo Renault (61k) e Marco Alverà di Snam (54k). Per trovare la prima donna, bisogna attendere la dodicesima posizione di Cristina Scocchia, che dopo una esperienza in L’Oréal oggi guida Kiko Milano e può vantare oltre 20mila seguaci. Come abbiamo già detto non è solo una questione di follower o di post, ma il manager di oggi deve saper padroneggiare il linguaggio e le regole dei vari social, così come dei media.

Per questo è necessario non solo adottare un approccio tattico e strategico, ma diventa fondamentale padroneggiare regole e linguaggi dei diversi social, così come degli altri media. Il Media training è una forma di communication coaching destinata alla formazione per il video che può essere funzionale a preparare i manager e le spoke person ad affrontare interviste e dichiarazioni con preparazione ed eccellenza. Un percorso didattico di questo genere consente di evitare scivoloni e lavorare sia sulla propria reputazione sia su quella aziendale. A maggior ragione in un’epoca dove i video la fanno da padrone. In questo modo sarà veramente possibile condividere e sostenere valori chiave come autenticità, impegno e leadership e scatenare una reazione positiva presso la propria comunità professionale.

Credits Image Unsplash by Razvan Chisu

Fonti per approfondire l’articolo

1) #Social CEO

2) LinkedIn, Riccardo Porta

3) Media Training

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